News 26 | 07 | 2019

La Svizzera è tra i Paesi top per importazione di vino italiano. La sua vicinanza geografica, la diffusione della lingua italiana e le favorevoli condizioni commerciali lo rendono un polo ricettivo per le cantine vinicole del Bel Paese interessate ad investire per l’apertura di nuovi mercati anche in altre nazioni UE. Vediamo perché.

Nonostante non faccia parte dell’Unione Europea, la Svizzera si trova in una posizione geograficamente favorevole ad intercettare numerosi canali di distribuzione e trasporto all’interno dei suoi confini. Per questo motivo, il governo Svizzero ha da tempo stipulato uno specifico accordo bilaterale con l’Unione, entrato in vigore nel 2006.

Tale accordo prevede un canale preferenziale per le merci provenienti da Paesi UE, anche grazie all’appartenenza della Svizzera al Consiglio d’Europa e all’EFTA, l’Associazione Europa del Libro Scambio. Il transito e l’importazione di merci è quindi documentata dal protocollo EUR 1, con funzione di documento di origine. Una nota positiva, che influisce anche nella commercializzazione di prodotti alimentari, come il vino italiano.

Non a caso, sono moltissime le cantine che scelgono di orientare i finanziamenti acquisiti con il bando OCM Vino Paesi Terzi a questo territorio. Una strategia che rappresenta un vero e proprio trampolino di lancio per la commercializzazione delle etichette anche in altri stati membri dell’UE, non inclusi nella copertura finanziaria del bando Paesi Terzi.

Vediamo quindi in dettaglio quali documenti occorrono per vendere vino in Svizzera, e quali normative e protocolli sia d’obbligo rispettare per legge.

Vendere vino in Svizzera: obblighi doganali

Per spedizioni di valore inferiore a 6.000 euro, l’EUR 1 può essere sostituito da una dichiarazione allegata alla fattura, che riporti i dettagli dello spedizioniere e dell’export manager destinatario della merce.

La commercializzazione di prodotti vinicoli in Svizzera, è equiparata a quelli di qualsiasi altro Paese dell’Unione, e sarà quindi necessario riportare sul colle di spedizione:

  • Documenti per la spedizione;
  • Fattura in 3 copie;
  • Elenco dei prodotti, descrizione e tipologie di contenitori;
  • Quantità;
  • Prezzo di vendita;

Le condizioni di vendita di vini in Svizzera sono simili a quelle della gran parte di Stati membri dell’Unione Europea. Se hai bisogno di maggiori dettagli circa contingenti, valore dell’IVA, accise e eventuali tassazioni o extra dazi puoi trovare un modello completo in lingua italiana sul sito del dipartimento Federale delle Finanze Sezione Tariffe d’uso in Svizzera TARES.

Vendere vino in Svizzera: normative

La principale normativa svizzera sul vino di importazione è la DFI del novembre 2013 sulle bevande alcoliche, che nell’allegato n.2 riporta una seria di normative su pratiche e trattamenti enologici consentiti, limiti e condizioni.

L’importazione di vino in Svizzera, in quantità superiori a 20kg, prevede:

  • Lo speciale permesso di importazione denominato “PGI”;
  • Attribuzione di numero aziendale “CSCV;
  • Iscrizione al registro del commercio (RC) per la commercializzazione di vino.

Si tratta di permessi rilasciati dall’Ufficio Federale dell’Agricoltura (UFAG) di Berna, disponibili in fac-simile sul sito dell’Ente.

Vendere vino in Svizzera: obblighi per gli importatori

L’export manager svizzero deve essere in possesso di regolare PGI. L’importazione, infatti, è soggetta contingentamento. Pertanto l’importatore stesso, per acquistare vino estero, deve possedere una quota del contingente nazionale e, in questo, il PGI rappresenta una condizione essenziale.

Ti interesserà sapere, però, che il PGI non è necessario per l’importazione di vini dolci e spumanti. Un dettaglio molto interessante per le cantine vinicole italiane, caratterizzate oggi dal grande successo delle bollicine Made In Italy all’estero.

Vendere vino in Svizzera: etichettatura

Per la vendita di vino in Svizzera, l’etichetta del prodotto deve riportare informazioni obbligatorie, come:

  • Nome e indirizzo del produttore;
  • Nome e indirizzo dell’importatore svizzero;
  • Designazione del prodotto e indicazione geografica;
  • Paese di origine;
  • Contenuto alcolico espresso in volume e netto;
  • Allergeni per vini che contengono solfiti.

Esportare vino in Svizzera: come iniziare

Se hai scelto di aprire nuove prospettive di business vendendo i tuoi vini in Svizzera puoi farlo con il supporto dei finanziamenti OCM Vino Paesi Terzi: contributi al 50% a fondo perduto riservati a cantine vinicole italiane.

L’OCM Vino Paesi Terzi permette la copertura finanziaria di molteplici attività finalizzate all’apertura di nuovi mercati extra UE, come:

  • Produzione di cataloghi in lingua e materiale pubblicitario;
  • Organizzazione o partecipazione a eventi di settore, fiere enoiche e matching tra cantine e importatori;
  • Spese di trasporto e invio campionatura prodotti;
  • Spese di interpreting, traduzione e mediazione culturale.

I fondi OCM Vino e OCM Vino Paesi Terzi rappresentano una grande occasione per aziende vinicole italiane. La loro acquisizione, però, richiede una progettazione attenta e delicata. Un progetto non coerente, errato o non opportunamente presentato potrebbe determinare l’esclusione dal finanziamento e l’impossibilità di parteciparvi nuovamente in futuro.

Per questo, se hai scelto di sfruttare i contributi OCM Vino, rivolgiti agli esperti di OCMvino.it. Siamo partner di cantine vinicole in tutta Italia, leader nella progettazione e acquisizione di fondi OCM, con una rete di collaboratori operanti nell’organizzazione di fiere e B2B internazionali, comunicazione di settore e importazione.

Scrivici senza impegno e entra con noi nel grande mondo OCM.

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