News 25 | 05 | 2020

L’annullamento delle fiere internazionali di settore è stato un duro colpo per il comparto enoico, che in pochi mesi, però, ha trovato la forza per rilanciare. Produttori e operatori si incontrano online, inaugurando una nuova era del wine export.


Disorientamento e una grande apprensione hanno contraddistinto le prime fasi dell’emergenza Coronavirus anche tra operatori e produttori del comparto enoico italiano. L’annullamento del ProWein di Dusseldorf e del Vinitaly di Verona hanno assestato un duro colpo alla principale filiera enogastronomica italiana, con perdite ingenti per l’intero indotto.

Ad aggravare la situazione, la chiusura forzata di bar e ristoranti, che per Consorzi e cantine si è tradotto nei mancati incassi del canale HoReCa, sui quali circolano stime approssimative che sarà necessario aspettare ancora qualche mese per calcolare con precisione. È lampante, tuttavia, come le perdite siano state ingenti, dal momento che il solo consorzio di tutela del Barolo parla di circa 300 milioni di euro in meno registrati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per le cantine vinicole del territorio.

Un flusso che, però, sembra aver toccato molto meno altri canali. A cominciare dall’e-commerce, con la vendita online di vini che ha registrato incrementi anche a doppio zero nei mesi del lockdown. Un dato incoraggiante che, tuttavia, da solo non basta a sostenere un comparto rappresentato da oltre 180.000 produttori e operatori.

La solidità del mercato continua ad essere garantita dalle esportazioni nei principali Paesi Target del vino italiano, come Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna e Cina. Un flusso attualmente non penalizzato rispetto ad altri segmenti di mercato, che ha fatto, sì, registrare una comprensibile flessione nelle prime settimane di emergenza, mantenendosi però tutto sommato stabile.

A conferma della sua importanza, le richieste di misure urgenti a sostegno dell’intera filiera. Tra le principali, quelle siglate da associazioni, consorzi, professionisti e enti di categoria del vino italiano, riportate a Bruxelles dalla ministra alle politiche agricole Teresa Bellanova. Tra queste, il posticipo per la rendicontazione di finanziamenti come Ocm Vino e Psr, per dare maggior respiro ai produttori, sconvolti dagli effetti sull’economia del Covid19.

In fase di approvazione anche l’estensione delle misure Ocm Vino Paesi Terzi richieste per l’annualità 2019-2020 per nuove strategie di vendita e promozione online, in modo da sopperire all’annullamento delle principali fiere di settore per le quali era provvista specifica progettualità.

Vino e Coronavirus: produttori e importatori si spostano online

Gli effetti della crisi sanitaria hanno determinato l’impossibilità di spostarsi e incontrare fisicamente persone in una stagione molto particolare e delicata per l’economia del vino. L’inizio della primavera ha bloccato sul nascere le consuete attività di contrattazione e vendita dei prodotti rimasti in cantina, preoccupando non poco le cantine.

Timori che si sono velocemente tradotti in una eccellente prova di forza e astuzia, per un settore che, al di là di ogni proclama o sostegno politico – istituzionale, era già pronto a ripartire attraverso le possibilità messe a disposizione dal web. Mettendo a frutto competenze e grande determinazione, sono stati molti i professionisti a sviluppare rapide soluzioni per dare continuità al lavoro della filiera.

Dalle app di delivery (triplicate in AppStore e PlayStore in soli due mesi di emergenza), all’implemento di marketplace di settore, fino al lancio di nuove piattaforme online, attraverso le quali poter continuare ad incontrare importatori internazionali, selezionandone di nuovi.

Il tutto a conferma dell’importanza di salvaguardare gli impegni profusi fin’ora, a tutela di un mercato, quello dell’export, del valore di quasi 13 miliardi di euro solo nel nostro Paese. Una quotazione all’interno della quale è racchiuso un record internazionale in termini di DOP economy (800 indicazioni geografiche riconosciute su tutto il territorio nazionale, per un giro d’affari complessivo di 16,2 miliardi di euro), prodotti d’eccellenza per il canali GDO e HoReCa internazionale e strategie in grado di portare l’Italia degli ultimi 10 anni a competere con i principali attori del Food&Wine al mondo.

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In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, scandito da sconvolgimenti di carattere internazionale, continuare a fare export in modo sicuro e innovativo, sfruttando le potenzialità dell’online, rappresenta la vera sfida con la quale cimentarsi. Abbiamo scelto di farlo insieme ai veri protagonisti di questo mercato: i produttori di vini e i loro collaboratori. Sicuri che l’unico, vero, modo per ripartire sia quello di farlo insieme.

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