Senza categoria 17 | 12 | 2020

Dopo averne discusso nel corso dell’ultimo vertice Onu sui sistemi agroalimentari, tenutosi quest’anno eccezionalmente online per far fronte all’emergenza sanitaria ancora in corso, la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova è tornata sul tema del vino italiano e sulle potenzialità della filiera.

L’importanza del settore enoico ha assunto, già dallo scorso anno, una posizione rilevante per l’economia del Bel Paese, proiettando l’Italia tra i principali player internazionali del vino. Come dimostrato da altre iniziative, messe in atto già nei primissimi mesi della Pandemia, c’è tutta l’intenzione di supportare la filiera del vino e i produttori, in particolar modo per ciò che concerne il segmento export.

Proprio da quest’ultimo, infatti, derivano, come evidenziato dai dati raccolti dall’Osservatorio Nomisma / Vinitaly già lo scorso anno, oltre il 60% delle transazioni delle cantine italiane. La stessa ministra, collegata in diretta nell’evento di apertura dell’ultima edizione del Wine2Wine, ha espresso la necessità di elaborare “un nuovo piano di sviluppo per la filiera vitivinicola italiana“.

Una progettualità a lungo termine in grado di adeguare le cantine italiane ai cambiamenti che stanno interessando il settore enoico internazionale, con nuove strategie in grado di renderle sempre più competitive.

Finanziamenti per cantine vinicole e strumenti di business

Tra le strategie, come individuato dalla stessa ministra, mantengono una posizione di primaria importanza quelle già presenti nella PAC dell’Unione Europea, come le risorse dedicate all’Ocm Vino e in particolare alla formula “Paesi Terzi”.

Una misura che continua a rappresentare “il principale strumento finanziario di sostegno al settore”. L’idea è quella di avviare quanto prima un tavolo di confronto sul tema, per analizzare in modo specifico gli investimenti e le attività finanziabili al momento possibili, sviluppando nuove ipotesi per renderle maggiormente efficaci.

Tra queste l’esonero contributivo per il settore vitivinicolo che, insieme ad altre filiere, consentirebbe un risparmio complessivo per i beneficiari di oltre un miliardo di euro. Altra strategia dimostratasi virtuosa, quella della flessibilità relativa ai piani di rendicontazione Ocm, quest’anno posticipati a causa della pandemia con esiti positivi per i produttori.

Ciò che appare lampante è come l’Italia del vino abbia ormai guadagnato una posizione di rilievo a Bruxelles, anche e soprattutto grazie alle strategie adottate per far fronte all’emergenza, dimostratesi vincenti. È, infatti, evidenziato dai dati di settore via via sempre più definiti come il Bel Paese abbia saputo reggere meglio di altri l’impatto con l’emergenza, superando la crisi della ristorazione grazie alle esportazioni, nonostante i numeri in negativo.

Vino e Coronavirus: a soffrire maggiormente le piccole cantine

Altro dato di fatto è come a “pagare” maggiormente i risvolti negativi della pandemia siano stati i piccoli produttori, maggiormente legati al settore HoReCa rispetto alle aziende di notevoli dimensioni. Una perdita che sempre l’Osservatorio Nomisma ha stimato all’incirca del 50% delle transazioni rispetto allo scorso anno.

Molto meglio le prestazioni relative ai canali GDO e export che, seppur perdendo fisiologicamente qualcosa, hanno comunque saputo mantenersi in piedi registrando, talvolta, persino qualche punto in percentuale.

Al netto di ogni considerazione, sembra ormai un dato di fatto come la pandemia abbia profondamente modificato sia il consumo di vino in sé quanto alcune delle strategie necessarie per la vendita di piccoli e grandi quantitativi. Aspetti sui quali i produttori dovranno necessariamente lavorare se desiderano restare sul mercato.

Digitalizzazione: nuove attività finanziabili nel bando Ocm Vino 2021

Tra queste sicuramente quelle che riguardano la digitalizzazione in termini di promozione e processi di vendita. Una novità che, solo fino a qualche mese fa, rappresentava una mera alternativa alle tradizionali fiere di settore, ed assume invece oggi un’importanza spesso primaria.

Non a caso, all’interno della revisione del bando Ocm Vino Paesi Terzi 2021, scaduto nel novembre scorso, sono state per la prima volta inserite tra le attività finanziabili strategie legate al web e alla promozione online.

Tra queste:

  • investimenti per la ricerca online di importatori internazionali;
  • sviluppo di e-commerce in lingua;
  • strategie di promozione sul web attraverso canali social e non;
  • sviluppo di campagne online per acquisizione lead;
  • produzione di materiale digitale per campagne e comunicazione online.

Un aspetto non da poco, al quale sicuramente se ne aggiungeranno altri nel corso del 2021.

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