Senza categoria 18 | 10 | 2019

Non solo prosecco. Ottimi risultati per l’export di bianchi fermi in Germania e Regno Unito, nonostante una leggera inflessione del mercato statunitense. Questi i primi risultati dell’export di vino italiano nel 2019.


L’export di vini italiani è senza dubbio uno dei mercati più monitorati del nostro Paese. Un settore in continua crescita, che registra ogni anno punti di incremento a fronte di investimenti sempre più mirati all’apertura di nuovi mercati e promozione di etichette.

Eppure il vino, così come altri prodotti del settore agroalimentare, risente di particolari condizioni in grado di determinarne l’andamento sui principali mercati esteri. Non è un caso, infatti, che l’esportazione di vino risenta dell’influenza geopolitica internazionale, come nel caso dello stop al vino georgiano da parte della Russia di Putin che sta in qualche modo favorendo gli investitori europei.

Parliamo pur sempre di un mercato che, solo per le esportazioni, nel 2018 ha raggiunto in Italia il valore record di 6,9 miliardi di euro, piazzandosi in testa alle classifiche internazionali.

Gli ultimi dati ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), sviluppati sulla base di rapporti ISTAT del primo trimestre 2019, raccontano numeri del vino in Italia in continua ascesa, aggiustando il tiro sul focus dei bianchi e delle bollicine. Vediamoli in dettaglio.

Vino in Italia 2019: bene i bianchi fermi nel Regno Unito e in Germania

Cresce la domanda di vini fermi nel Regno Unito e in Germania. Un considerevole +6% rispetto allo stesso periodo del 2018, che lascia ampio spazio a previsioni positive per i numeri del vino 2019. La performance dei vini fermi in bottiglia sfiora quota 2,5 milioni di ettolitri esportati.

Cala tuttavia la domanda di vino italiano negli Stati Uniti. Complice, probabilmente, la pressione doganale sancita dal presidente Donald Trump, che con la sua politica di rincaro dazi ha, dapprima, minacciato uno stop ai prodotti di tecnologia made in Cina, dichiarando in un secondo momento una vera e propria guerra al vino francese, con ripercussioni su tutti gli importatori del Paese.

Un fattore che preoccupa i produttori di vino italiani, che hanno duramente lavorato in questi anni fino a raggiungere i primi posti in classifica in nord America.

Nonostante ciò, la vendita di vino nel Regno Unito e Germania registra un incremento rispettivamente del +24% e +13%, con una progressione di valori del +31%. Come dire: se Trump non ama il vino italiano ce ne faremo una ragione!

Vini bianchi italiani: prosecco e spumanti guidano ancora il mercato

Nonostante non abbiano riscontrato incrementi degni di nota, le bollicine italiane guidano ancora il mercato estero.

Sempre secondo i dati ISMEA, nei primi tre mesi del 2019 gli spumanti hanno registrato una leggera inflessione dettata dalla frenata dell’Asti. Nonostante questo, è il Prosecco a guidare come sempre non solo il segmento degli spumanti, ma all’intero comparto del vino italiano.

Un successo determinato da continui investimenti in infrastrutture e strategie, che negli ultimi anni hanno migliorato la produzione e posizione di etichette italiane, incidendo fortemente sui mercati esteri.

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