News , OCM Vino Paesi Terzi 14 | 05 | 2019

Puglia, Calabria e Sicilia si aggiudicano gli aumenti più consistenti dei contributi a fondo perduto per l’anno 2020 destinati alle aziende vitivinicole che vogliono promuoversi all’estero. Al Nord, invece, tagli alle risorse disponibili: il Piemonte perde 650mila euro. Ecco come accedere agli oltre 100milioni di euro in mano alle Regioni e al Ministero.
La parte del leone la fa la Puglia con +540mila euro, seguono la Calabria (che ne guadagna 440mila) e la Sicilia, con una dotazione più ricca di 400mila euro. Chiude la Sardegna con +150mila euro. Al contrario, al Nord contributi ridotti: su tutte, è il Piemonte la regione più penalizzata che vede togliersi fondi per 650mila euro e si ferma ad una disponibilità di poco superiore ai 6milioni di euro. Sono i numeri della dotazione finanziaria per l’anno 2020 del bando OCM Vino, il programma nazionale di sostegno al settore del vino che concede finanziamenti e contributi a fondo perduto (dal 40 all’80%) per le aziende vitivinicole italiane impegnate nella promozione sui mercati  dei Paesi terzi (cioè fuori dall’UE).

Contributi OCM invariati nel 2020 per la quota nazionale e regionale

L’OCM Vino è un bando con una dotazione finanziaria nazionale (le gare sono annuali e sono indette dal Ministero per le Politiche Agricole), intorno al quale si sviluppano i singoli bandi regionali. I fondi comunitari sono così ripartiti:

  • quota nazionale: pari al 30% del totale delle risorse stanziate
  • quota regionale: pari al restante 70% delle risorse stanziate, ripartito tra le Regioni

In totale, la dotazione finanziaria  per l’anno 2020 assegnata all’OCM è  di poco superiore ai 100milioni di euro: 101.977.000, pari a quella del 2019.
Così, se per l’anno prossimo resta invariato il totale dei contributi assegnato dall’Unione Europea  alle singole Regioni (71.397.900 euro, mentre i restanti 30.579.100 rimangono in mano al Ministero), rispetto all’anno in corso cambia la loro ripartizione tra il Nord e il Sud d’Italia. Sopra abbiamo già snocciolato i dati più rilevanti che emergono dal confronto tra le tabelle 2019 e 2020, ecco quelli meno significativi: crescono appena i fondi a disposizione di Abruzzo (sfiorano i 3milioni di euro) e Molise (poco più di 420mila euro); perdono qualche “spicciolo” la Campania (sfiorava i 2milioni di euro per quest’anno e per il 2020 si ferma a poco più di 1milione e 850mila euro) e la Basilicata (si ferma poco sopra i 404mila euro). Con i suoi 12milioni e mezzo di euro, il Veneto, la regione vitivinicola per eccellenza in Italia, si conferma in testa alla classifica dell’assegnazione dei fondi OCM Vino alle Regioni.

Lo stato dell’iter per l’accesso ai fondi

Al momento, con il decreto n. 3.893 del 4 aprile scorso firmato dal Ministro per le Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, sono state pubblicate solo le modalità attuative della misura di promozione. Il testo ha dato il via al bando ma di fatto mancano gli inviti a presentare i progetti nazionali e regionali, rispettivamente sulla base delle procedure previste dall’avviso predisposto dal Ministero e da quello predisposto dalle Regioni (in conformità con le indicazioni ministeriali).
L’iter dovrebbe sbloccarsi entro il mese di maggio.

Criteri di priorità per l’assegnazione dei fondi

Il  citato decreto fissa questi criteri di priorità:

  • il soggetto proponente è un nuovo beneficiario (non ha avuto contributi OCM Vino per il periodo 2014-2018)
  • il progetto è rivolto ad un nuovo paese terzo (fuori dall’UE) o ad un mercato emergente
  • i contributi pubblici richiesti sono inferiori al 50%
  • il soggetto è un consorzio di tutela, una federazione o un’associazione di consorzi di tutela
  • il progetto riguarda esclusivamente vini Dop e/o Igp
  • il progetto riguarda prevalentemente vini provenienti da uve di produzione propria (o di propri associati)
  • il progetto ha una forte componente aggregativa di piccole e/o microimprese

 Criteri di ripartizione dei fondi

 il contributo con fondi europei è pari al massimo al 50% delle spese

  • può essere integrato con fondi nazionali o regionali (al massimo il 30% delle spese sostenute per realizzare il progetto) fino a non superare nel complesso l’80% delle spese totali
  • la durata del contributo per ciascun progetto non supera i 3 anni

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