News 26 | 07 | 2019

Le bollicine italiane conquistano il mercato Canadese, affermandosi come prodotto leader nella categoria. Tra le ragioni di questo successo la sempre maggiore produzione di spumanti e prosecchi, una migliore strategia di promozione e commercializzazione e il sostegno dei fondi OCM Vino Paesi Terzi.

La popolarità delle bollicine italiane approda oltre oceano, con un boom di importazioni che, dopo Cina e Russia, registra numeri ancora più incredibili in Canada. Gli sforzi concentrati in investimenti nella produzione e promozione di questi vini hanno ben ripagato l’impegno di enti e imprenditori, che a fronte del lavoro degli ultimi anni possono oggi godere di un rinnovato successo sia in termini di valore di mercato che commerciale.

È la testata Wine Intelligence a evidenziare, in un recente studio, la popolarità di prosecco e spumanti nel nord del continente americano. Dati alla mano, è lampante come quello degli “sparkling wines” sia un trend cavalcato dalle etichette italiane. Nel primo trimestre del 2019 il valore di mercato delle bollicine Made In Italy ha raggiunto quota 7,1 milioni di euro (5 dei quali relativi al prosecco), in netta crescita rispetto ai 6,2 dello scorso anno.

Le ragioni che legano il Canada al vino italiano sono molteplici e riflettono un orientamento di carattere generale che verte su una nuova popolarità dei nostri prodotti, a partire dalle bollicine.

Vini italiani in Canada: dati di settore

Il focus verte in particolar modo sui consumatori più giovani. Secondo lo studio, negli ultimi 10 anni la preferenza di bollicine è cresciuta esponenzialmente di 1,8 milioni di persone, toccando quota 5,4 milioni di consumer che acquistano spumanti e prosecchi con regolarità settimanale.

Sempre secondo Wine Intelligence, l’80% dei consumi di sparkling wine in Canada sono relativi a vini di importazione. L’Italia conserva un primato importante, con il 33% della quota di mercato, davanti a Francia (16%) e alla Spagna. Una crescita, come detto, guidata soprattutto dai millennials, tra consumatori più informati sull’argomento e disposti a spendere di più per etichette di alta qualità.

Allo stesso tempo, però, sempre dalle generazioni più giovani arriva un ulteriore segmento, costituito da giovani amanti dello spumante, con una repentina quanto incisiva crescita di questi prodotti sugli scaffali delle grandi catene di distribuzione canadesi.

Tra i fattori più incisivi di questo successo troviamo una sempre maggiore cultura relativa al vino da parte del pubblico americano, con particolare riguardo verso etichette e cantine di altri Paesi. Inoltre, vi è la moderna tendenza di consumare prodotti di pregio, come bollicine, anche in occasioni informali. Un trend sicuramente positivo e interessante per le cantine vinicole italiane, già ben posizionate all’interno del segmento e con ulteriori possibilità di crescita.

Vendere vino in Canada: obblighi, leggi e normative

Con 801.015 ettolitri di vino importati nel 2017, il Canada è alle prime posizioni tra i Paesi amanti del vino italiano. Un importante fattore è quello del posizionamento, con i nostri vini che si piazzano senza fatica su una fascia prezzo più bassa rispetto ai principali competitor, con un valore medio di 6,78 dollari canadesi al litro rispetto agli 8,90 di Francia e 8,26 dei vini degli Stati Uniti.

L’importazione di vino in Canada è regolamentata in ogni provincia, ad eccezione di Alberta, dal Liquor Control Boards. L’export manager è obbligato ad acquisire una quota di monopolio per acquistare in proprio la merce e provvedere allo stoccaggio e alla distribuzione nei punti vendita.

È inoltre possibile optare per importazioni private di vini e liquori, a patto che l’operazione sia gestita da ristoranti, associazioni di buongustai e sommelier che desiderino offrire una selezione di prodotti ai propri soci o clienti.

L’export manager assume in quest’ottica una carattere di rilevanza, svolgendo funzioni essenziali come:

  • Illustrare al monopolio provinciale nuovi prodotti del produttore estero;
  • Promuovere prodotti nei punti vendita gestiti dal monopolio, nonché in ristoranti, alberghi, circoli e simili;
  • Svolgere attività di mediazione, posizionamento dei prodotti sui canali di vendita migliore e promozione dagli stessi;
  • Interloquire con il monopolio per conto degli importatori da lui curati.

Vendere vino in Canada: etichettatura vini

Le norme canadesi relative all’etichettatura dei vini sono espresse nel Food and Drugs Act and Regulation, nella sezione dedicata al Consumer Packaging and Labelling Act and Regulations.

Per l’esportazione di vini in Canada, l’etichetta deve sempre riportare:

  • Denominazione prodotto in inglese e francese;
  • Denominazione di origine;
  • Nome ed indirizzo produttore;
  • Paese di origine (in lingua italiana e francese);
  • Gradazione alcolica e contenuto netto in ml o litri;
  • Utilizzo di caratteri non inferiori a 1,6mm;
  • Allergeni e solfiti;
  • Codice universale del prodotto (UCP–EAN) e lotto di produzione.

L’etichetta non deve essere registrata, nonostante sia necessaria l’approvazione da parte dei monopoli.

Esportare vino in Canada: contributi OCM Vino Paesi Terzi

Gran parte delle attività relative all’esportazione di vini italiani in Paesi extra UE è finanziata dai fondi OCM Vino Paesi Terzi: contributi al fondo perduto del 50% riservati a cantine vinicole per l’apertura di nuovi mercati all’estero. Tra le attività coperte dal bando OCM Vino Paesi Terzi figurano:

  • Elaborazione e produzione materiale promozionale o cataloghi aziendali;
  • Servizi di traduzione, mediazione culturale, pubbliche relazioni;
  • Organizzazione e partecipazione di fiere, eventi e B2B di settore legati al mondo del vino;
  • Spedizione campionature.

Non perdere questa occasione: partecipa al bando OCM Vino Paesi Terzi con il supporto degli esperti di OCMvino.it. Siamo un’agenzia specializzata in reperimento e acquisizione di fondi OCM, partner di numerose cantine in tutta Italia, in una rete di professionisti operanti nella promozione e esportazione di vino all’estero. Scrivici per ricevere un consulto senza impegno.

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