News 09 | 07 | 2020

Sospensione per sei mesi delle normative antitrust e incremento dei contributi nazionali a sostegno del vino italiano.


Iniziano a farsi sentire le ricadute economiche dettate dall’emergenza Coronavirus. Dopo un primo semestre tutto sommato positivo, con il vino italiano che registra +1% solo sul mercato export a discapito di ogni previsione, nuove stime divulgate dalla stessa Commissione Europea preannunciano un autunno caldo. Il pericolo è che, nonostante il buon andamento del mercato e la solidità del canale export, il consumo di vino in Europa potrebbe scendere dell’8%.

Le stime si basano sul confronto con altri settori, paralleli a quello del vino, dall’alimentare all’industria del tabacco, che a ridosso dei mesi di lockdown sono stati fortemente penalizzati da un -14% in termini di valore. Per l’alimentare, così come per il vino, a rivestire un ruolo chiave negli indici di andamento in perdita è stato sicuramente il blocco del canale HoReCa, ancora oggi alle prese con una ripartenza dura e tutta in salita.

Per far fronte al potenziale calo in arrivo, Stati, regioni, operatori di settore e produttori hanno chiesto a gran voce a Bruxelles di giocare d’anticipo, con misure preventive atte a scongiurare una possibile catastrofe. L’approvazione delle nuove misure straordinarie previste dall’UE si inserisce tra quelle già siglate nei mesi scorsi sui nuovi adempimenti normativi del bando Ocm Vino 2019 – 2020.

Vino italiano: in arrivo 300 milioni dall’UE

L’incremento dei sostegni al vino italiano arriva a fronte delle criticità riscontrate dal settore della ristorazione internazionale. Un canale in grado di veicolare il 30% della produzione di vino in Europa, rappresentando secondo le stime il 50% del fatturato complessivo.

La misura promossa da Bruxelles rappresenta una boccata d’ossigeno non solo per i produttori, ma per l’intero indotto. Tra le strategie in campo la possibile sospensione delle norme antitrust per sei mesi. Agevolazione mirata ad offrire alle cantine di pianificare le attività di produzione, stoccaggio e promozionali in modo più versatile. Il tutto senza condizionamenti in termini di prezzo e offerta, senza cioè rischi di “svendere” il prodotto accumulato in cantina.

Il rischio, infatti, come sottolineato qualche mese fa da Paolo Boffa, presidente dell’associazione Terre di Barolo, è quello di tornare a vendemmiare quest’anno con i magazzini ancora pieni della produzione 2019. Un fattore potenzialmente in grado di generare una crisi di mercato, tanto da far pensare a soluzioni drastiche come quella della vendemmia verde.

Il budget comunitario stanziato da Bruxelles ammonta complessivamente a 900 milioni di euro, 300 dei quali solo per l’Italia. Una misura molto significativa in termini di ripartizione, che lascia ben intendere quale ruolo strategico e imprescindibile rivesta attualmente il Bel Paese nel mercato enoico internazionale.

Contributi per cantine vinicole, il sostegno UE

Tra i contributi previsti, l’innalzamento dei piani nazionali a sostegno delle cantine, che salgono del 60% – 70%. Un contributo di 300 milioni l’anno per opere di ristrutturazione vigneti, investimenti tecnologici e, soprattutto, apertura di nuovi mercati esteri, come l’Ocm Vino Paesi Terzi. Una strategia, quest’ultima, fondamentale, se si pensa che oltre il 50% del vino prodotto in Italia prende ogni anno la via dell’estero (in quali Paesi? Ecco i principali poli d’attrazione).

Una misura, quella di Bruxelles, particolarmente attesa dai produttori di vini nobili e destinati al mercato luxury, meno propensi a rinunciare al prodotto aderendo a sostegni alternativi come quello della vendemmia verde o della distillazione di crisi.

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