News 20 | 05 | 2020

Chi guadagna terreno, chi lo perde, con dati alla mano regione per regione. Un confronto con le ultime prestazioni registrate del 2019, per capire che direzione prendere l’export di vino italiano, e i suoi protagonisti.


Sembra ormai inevitabile un segno in negativo alla fine di questo 2020 iniziato davvero nel peggiore dei modi. Nonostante l’export di vino italiano non si sia mai realmente fermato, anche se – ovviamente – senza guadagnare punti in percentuale, nei primi mesi dell’anno la movimentazione delle merci ha fisiologicamente risentito dell’emergenza.

Una brusca frenata arrivata durante una volata che sembrava inarrestabile, con prestazioni che, solo dal 2018 al 2019 avevano registrato un +3,2% complessivo sul valore delle esportazioni di vino italiano all’estero, per un fatturato di 6,4 miliardi di euro.

C’è chi ha colto l’occasione per rivedere piani strategici e collaborazioni, parallelamente al lavoro in vigna che non ha naturalmente avvertito gli effetti della crisi. Nuovi problemi potrebbero invece insorgere con l’approssimarsi della vendemmia, a causa dei protocolli di sicurezza sul lavoro previsti in vista del prossimo inverno e probabilmente della logistica di invenduti.

I dati fino ad ora raccolti da associazioni, enti di ricerca e istituzioni restituiscono un quadro parziale degli effetti determinati dall’emergenza, condizionati dai mancati incassi derivanti dal canale HoReCa a causa della chiusura forzata di bar, ristoranti ed enoteche e dall’annullamento delle più importanti fiere di settore nel momento più caldo della pandemia. Nonostante questo, a risaltare è il desiderio di ripartire a pieno regime trovando nuovi canali e strategie, soprattutto per esportare.

Numeri del vino: dati export 2019 regione per regione

I dati ISTAT dell’export di vino italiano nel 2019 registrano, come detto, complessivamente un segnale positivo, all’interno del quale, però, c’è che cresce e chi invece scende sotto la propria media.

Tengono bene Piemonte (+4,2%), Veneto (+3,2%) e Toscana (+4,4%), che nell’insieme raggiungono quasi il 70% del totale di export di vino Italiano per un valore complessivo di 4,46 miliardi di euro.

Guadagnano terreno Molise (con una straordinaria performace da +15,9%), Campania (+15%) e Friuli Venezia Giulia (+9,3%), mentre confermano il trend in crescita rispetto agli anni precedenti anche Lombardia (+4,2), Lazio (+2,5) e Abruzzo (+2,2). In positivo anche Trentino Alto Adige con +4,4%, ma il premio per la crescita maggiore è quello della piccola Valle d’Aosta, il cui export di vini ha toccato quota +51,8%, anche se con una quotazione di appena 2,5 milioni.

Maglia nera per Liguria (-22,7), Basilicata (-20,2%) e soprattutto Calabria, che perde il 34,8% del fatturato scendendo ad appena 4,8 milioni.

Non a caso, proprio la Calabria è stata tra le regioni italiane a chiedere maggiormente misure urgenti per tutelare il vino italiano e i produttori.

Perdono qualcosa anche Sicilia (-3,2%), Puglia (-3%), Umbria (-2,3%), Sardegna (-2%), Marche (-1,7%) ed Emilia Romagna (-0,1%).

Export vino italiano 2020: le cantine si spostano online

Una transizione naturale, dettata dall’impossibilità di spostarsi per incontrare operatori e importatori. Emblematica la situazione negli Stati Uniti, tra i principali importatori di vino italiano. Il 4 marzo scorso il Dipartimento di Stato chiudendo le frontiere ha fortemente sconsigliato di recarsi nelle regioni italiane più colpite, come Veneto e Lombardia.

Saltano appuntamenti ed eventi di settore, come l’ormai celebre Great Wines of Italyorganizzato dal critico James Suckling, tenutosi a New York City sempre nel marzo scorso, ma senza la presenza dei produttori italiani.

Nelle prime settimane della chiusura totale un segnale interessante è giunto dai volumi di wine delivery e e-commerce, che nelle principali città italiane hanno fatto registrare numeri da capogiro (+500% in un mese solo a Roma). Parallelamente, però, scende del 10% il valore del prezzo medio a bottiglia per gli ordini online, con vini di prestigio come Barolo, Brunello, Champagne e Bolgheri che soffrono l’impatto registrando fino a -70% di vendite.

Eppure, il dubbio che serpeggia tra gli addetti ai lavori è che quello che la vendita online rappresenti solo un mero palliativo, con il presidente della cooperativa Terre del Barolo, Paolo Boffa, che guardando alla prossima vendemmia dichiara a La Stampa. «Avremo problemi di giacenza in cantina e non sapremo dove mettere il vino nuovo».

Una soluzione, però, è già apparsa all’orizzonte, grazie ad alcuni operatori di settore promotori di nuove opportunità per fare trading online. Piattaforme come l’italianissima Wine Business Hub, attraverso le quali è possibile selezionare e incontrare per poche centinaia di euro operatori provenienti da tutto il mondo in una stanza virtuale brandizzata con immagini della cantina. Un modo per ovviare alle molteplici difficoltà delle aziende, compiendo un importante passo verso la transizione 3.0 del vino italiano.

Ocm Vino: un supporto sicuro per vendere il tuo vino all’estero

Le richieste di pianificazione degli investimenti Ocm Vino 2019 – 2020 sembra ormai essere arrivata ad un punto di svolta con Bruxelles. La ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova si dice soddisfatta per i risultati ottenuti e in ancora in grado di migliorare.

Tra le richieste di aziende italiane e associazioni di categoria la possibilità di rinvestire i finanziamenti ottenuti per la partecipazione a fiere ed eventi annullati in strategie di promozione e apertura di nuovi mercati online. Il tutto determinato dalla nuova rendicontazione dei progetti, slittata in autunno.

La strada da fare è ancora molta, per superare insieme in questo 2020 iniziato all’insegna della cattiva sorte. Come OcmVino.it abbiamo scelto di esserci, continuando a restare al fianco delle numerose cantine italiane che hanno scelto di darci fiducia per la compilazione e l’adeguamento di domande di finanziamento Ocm Vino e Ocm Vino Paesi Terzi.

Sicuri che il modo migliore per sostenere una delle principali economie del made in Italy sia quello impegnarsi insieme.

Se hai bisogno di informazioni su rendicontazione o uscita dei nuovi fondi Ocm Vino scrivici per un consulto gratuito e iscriviti alla newsletter OcmVino.it per non perdere le novità in arrivo!

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