Senza categoria 12 | 10 | 2020

In una nota del settembre scorso, UnionCamere ha diffuso l’ultimo report sui numeri dell’export nella regione Lombardia, relativo all’annata 2020. Un anno particolare e non solo a causa dell’ingerenza della pandemia, che ha comunque influito con pesanti ripercussioni, in particolar modo nel secondo semestre.

Tra le cause minori, i condizionamenti sulla filiera dei formaggi e della carne, a seguito delle nuove politiche doganali approvate dalla presidenza Trump negli USA e la lenta ripresa del mercato cinese, che hanno sicuramente fatto la loro parte.

A perdere terreno, oltre alla filiera agroalimentare, anche il comparto manifatturiero, con un valore complessivo delle esportazioni sotto i 112 miliardi, rispetto al 132 miliardi dello scorso anno. Un calo del -15% rappresentativo del trend nazionale, con le regioni del Nord-Est che perdono complessivamente il 6,8%, Sud e isole il 5,4%, mentre “tengono” meglio quelle del Centro (-3,5%) e Nord-Ovest (-3,3%).

In coda, subito dopo la Lombardia, tra le regioni a percentuale negativa più alta anche Emilia Romagna e Basilicata, mentre il dato peggiore è quello della Valle d’Aosta, con un -21% nel primo trimestre dell’anno. Resta da capire come si evolveranno i numeri allo scadere del 2020, in particolar modo per quanto concerne il vino.

Vendemmia 2020: raccolta iniziata e prime stime

Giudizio unanime da parte di FederVini, UIV, Coldiretti e ConfCommercio che, insieme al supporto degli studi di settore dell’Osservatorio Nosmisma, parlano di una vendemmia di resa minore, ma qualità più alta. Il freddo della primavera scorsa sembra aver inciso pesantemente sul media di produzione, che scende quest’anno dal 5% al 15%, in base alle diverse regioni.

Più alta la qualità dei prodotti. Un risultato che, tutto sommato, trova il favorevole riscontro dell’intera filiera, preoccupata per il mancato assorbimento degli stock in cantina a causa dello stop alla ristorazione. Ad incidere su questo aspetto, anche l’obbligo di contingentare gli ingressi nei locali pubblici dopo il lockdown, che ha determinato una minore domanda di forniture, a fronte della più bassa presenza di pubblico.

Ultimo, ma significativo, dato è quello della novità rappresentata da una maggiore richiesta di vino in brick da parte della grande distribuzione (+5%). Un fatto imprevisto che ha condizionato lo smaltimento delle referenze già imbottigliate, gravando sulle aziende.

Quotazioni dei vini stabili: la soluzione è nell’export

Sempre secondo UnionCamere, le quotazioni internazionali del vino italiano restano stabili rispetto a quelle del 2019. A preoccupare maggiormente nei mesi caldi della pandemia, infatti, era la possibile diffusione di fenomeni speculativi nei principali paesi di esportazione dell’Italian Wine.

Un fenomeno verificatosi in altri comparti, da quello dei latticini alla carne, dove il prezzo dei prodotti sarebbe sceso drasticamente, innescando una competizione sleale tra produttori italiani e internazionali.

Un esempio in tal senso, a dire il vero, ha interessato anche il comparto europeo. A farne le spese è stata la Francia, con i prezzi dei vini di Borgogna crollati del 34% sul mercato statunitense a causa del rincaro dei dazi.

A sostenere la filiera italiana è ancora l’export, con la media del 60% di vini sfusi e imbottigliati nel Bel Paese che prende anche quest’anno la via dell’estero. Stime destinate, potenzialmente, anche a salire perché, nonostante il trend negativo ormai assodato per l’anno in corso, colpiscono i risvolti virtuosi di chi ha saputo reggere meglio l’impatto con la crisi, registrando talvolta anche una piccola crescita.

È il caso di Molise, Liguria e Sardegna, che chiudono il primo semestre di export generico rispettivamente al +57,0%, +39% e +12,2%.

Il canale più solido per il vino resta, quindi, quello della vendita all’estero, trasferitosi online con l’annullamento delle fiere di settore. Ad essere premiati i primi a sapersi organizzare, con l’utilizzo di chat room specializzate nella ricerca e incontro di importatori internazionali e progettualità in ottica web nelle revisioni e nuove annualità di bandi come l’Ocm Vino.

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