News 30 | 08 | 2019

Cura dell’immagine, curriculum aggiornato e grande preparazione su finanziamenti e contributi riservati alle cantine: consigli per lavorare come wine export manager in Italia e i migliori corsi di formazione per diventarlo.

Quella dell’export manager è la figura deputata a “vendere” un’azienda sui mercati esteri, espandendone il fatturato fuori dai confini nazionali.

Ne consegue che in tempi di crisi può rappresentare la “chiave di volta” di una situazione di stallo e persino salvare un’impresa dal fallimento. Come confermano quotidianamente i dati economici, infatti, è sempre l’export il traino dei principali comparti industriali italiani.

Parliamo di una figura, dunque, che non conosce crisi ma che, al contrario, in futuro sarà sempre più ricercata. Ecco perché vale la pena studiare e formarsi per diventare il perfetto export manager 2.0 del futuro. Saperne di internazionalizzazione delle imprese, essere un bravo analista dei mercati stranieri, conoscere nozioni di marketing e tecniche di venditae, di base, essere mossi da una dedizione totale a viaggiare continuamente (spesso a scapito della vita privata), non basta.

In questo articolo restringiamo il campo ed entriamo nello specifico parlando della figura del wine export manager perché quello del vino è un settore che negli ultimi anni ha conosciuto grande espansione, complice soprattutto l’apprezzamento che le etichette italiane da sempre riscuotono all’estero. Ecco una guida pratica per presentarsi alle aziende vinicole con i “numeri giusti” in tasca.

La formazione del wine export manager

Questo è il capitolo più articolato. Un bravo export manager 2.0 non si improvvisa. Al tempo del digitale, infatti, non bastano i requisiti di base del manager addetto ai mercati stranieri che veniva richiesto fino a un decennio fa.

Questo vuol dire che una laurea in economia e una certa esperienza non rappresentano più una corsia preferenziale per avere lavoro! Ecco i requisiti di base richiesti ad un wineexport manager 2.0:

I trucchi dei migliori
Export Manager del vino
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  • La conoscenza delle lingue. L’export manager, come abbiamo detto, si occupa di vendita esclusivamente sui mercati esteri: va da sé che la conoscenza delle lingue straniere è un requisito imprescindibile.

    Un buon inglese (completo della conoscenza dei termini tecnici del settore) non è che l’ABC: è d’obbligo conoscere almeno una seconda lingua europea (francese, spagnolo o tedesco) ed una terza extraeuropea (cinese, giapponese, russo o arabo‎, in base ai mercati di riferimento e agli obiettivi strategici dell’azienda per cui si lavora).
  • La formazione e l’aggiornamento mediante corsi e master per wine export manager. Nozioni di economia e diritto internazionale per gestire transazioni e negoziazioni, analisi dei mercati e relative strategie di vendita o conoscenze giuridiche per seguire l’esportazione dei prodotti all’estero non sono sufficienti.

    Occorre formarsi (ed aggiornarsi) seguendo corsi e master. Logistica, trasporti, internazionalizzazione, norme per esportare il vino all’estero (cambiano di Paese in Paese): sono tante le materie che devi conoscere. Oggi, sulla scia del forte sviluppo del settore food & wine, in Italia ne sono nati molti. Abbiamo selezionato per te i migliori sul territorio nazionale:
  1. Corsi in Wine Export Management di Wine Pro Academy, la prima piattaforma italiana di corsi specifici sull’export del vino. Guarda il sito: ce ne sono anche alcuni gratuiti;
  2. Executive Master Food & Wine Management de Il Sole 24 Ore;
  3. Executive Master in Wine Export Management della Fondazione Edmund Mach;
  4. Master universitario di I livello in Food and Wine Business della Luiss Business School;
  • La preparazione su bandi e finanziamenti per le cantine: in Italia sono tanti i fondi messi a disposizione dei produttori vitivinicoli dall’Unione Europa.

Di recente tramite i bandi OCM Vino, destinati alle cantine che vogliono tentare l’espansione sui mercati dei Paesi Terzi (cioè extra UE), sono stati assegnati per l’anno 2020 qualcosa come più di 100milioni di euro ripartiti, in percentuali diverse, tra le singole regioni.

Per non perdere l’uscita dei bandi ed essere sempre aggiornato sulle novità e sui trend del mercato, iscriviti alla newsletter di OCMvino.it, il portale interamente dedicato ai fondi OCM Vino.

Il curriculum per diventare wine export manager

Se aspiri a ricoprire la figura di export manager del vino, o lo sei già e vuoi migliorare la tua preparazione, diamo per scontato che tu conosca le regole fondamentali per compilare correttamente un curriculum vitae (ma anche per dotarti di biglietti da visita “spendibili” anche all’estero).

Non dovremmo neanche dirlo, ma diamo per assodato anche che tu abbia una particolare cura della tua immagine. Accertàti questi requisiti “preliminari”, passiamo alle novità che possono interessare il curriculum di un wine export manager 2.0: se vuoi essere al passo con i tempi devi inviarlo necessariamente on line.

Che tu voglia lavorare per una grande o piccola azienda, ricordati di non puntare solo sulle cantine ma di considerare quelle aziende che producono vino-salumi-confetture-cioccolato, nelle quali, insomma, il wine sposa il food: le prospettive lavorative potrebbero essere molto interessanti. I mercati che vanno per la maggiore sono quelli di Francia, Germania e Spagna in Europa, Cina e Russia fuori dall’Ue.

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