Senza categoria 22 | 10 | 2020

Nonostante la durissima condizione in cui versa il vino italiano, alle prese con le pesanti ripercussioni della pandemia ancora in corso, sono positive le stime di Coldiretti riguardo l’export made in Italy.

Dagli ultimi dati emersi nel corso del seminario «Food, Wine & Co. – Verso la Sostenibilità», organizzato in collaborazione con la Fiera di Roma e l’Università di Tor Vergata emerge come la crescita del brand italiano rappresenti di fatto una realtà stabile e fortemente competitiva.

“Entro il 2050, 1 consumatore su 10 mangerà italiano”

L’export è il motore trainante del comparto agroalimentare italiano, e in particolar modo del vino, con il 60% della produzione del Bel Paese che prende ogni anno la via dell’estero.

Contributi per impianto o ristrutturazione vigneti, sostegni per far fronte alla crisi in atto, finanziamenti per vendere vino all’estero in paesi extra-UE sono tutte misure che stanno dando linfa vitale al vino italiano. Ma la vera svolta, adesso, spetta ai produttori.

Il vino italiano è ancora poco green

È sempre nel corso dell’appuntamento romano che la professoressa Simonetta Pattuglia, in collaborazione con il team di ricerca del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università di Tor Vergata, ha evidenziato l’ancora esiguo interesse delle cantine italiane per il green e strategie orientate alla sostenibilità ambientale. Un fattore sempre più determinate sul mercato, non solo in termini di posizionamento dei prodotti, ma più propriamente a livello sociale.

Il cambiamento climatico sta interessando in modo diretto il mondo del vino, divenendo parte di mutazioni che condizioneranno il settore nei prossimi anni a livello globale. Il tema è ormai affermato anche tra i consumatori, soprattutto della fascia “millennials”, che rappresentano il principale target del vino in Italia e in Europa, con il 35% dei consumi totali del prodotto.

Investire nel green significa, quindi, restare sul mercato ma – secondo lo studio effettuato dal Master di cui sopra – in Italia solo il 28% delle PMI è virtuoso in questo senso. Il 35% delle piccole e medie imprese italiane trova ancora questo canale poco interessante.

Segnali positivi ci sono: il 30% delle aziende interpellate dallo studio che si dicono propense a valutare investimenti green o lo stanno già facendo. Un segnale importante, se si pensa che, secondo una ricerca Nomisma, il 76% dei consumatori italiani ritiene il rispetto per l’ambiente uno dei primari fattori di scelta di un prodotto.

Cresce l’export e le denominazioni protette

I dati diffusi da Coldiretti nel corso del seminario capitolino evidenziano una crescita del prodotto italiano che interessa in particolar modo le certificazioni Doc (+7,2%) e Docg (+6,8%) anche durante il periodo della pandemia.

I dati raccolti riguardano esclusivamente il segmento export, senza contare quindi le performance delle transazioni su scala nazionale. La dicitura “100% italiano” costituisce ancora un sinonimo di garanzia, fondamentale fattore di scelta del pubblico straniero.

Il vino italiano è ancora tra i leader in Europa, specie tra i consumatori tedeschi (con il 60% di pubblico femminile in testa) e del Regno Unito. La vera partita si gioca oltreoceano, con l’intera filiera in attesa dei numeri complessivi del vino 2020 sulle piazze USA e Canada. Ad essere lampante, tuttavia, è come l’export rappresenti ancora il primo canale di vendita del vino italiano. Un canale stabile, che ha saputo reggere bene gli sconvolgimenti dettati dall’emergenza sanitaria ancora in corso, sicuramente meglio di altri paesi dell’Unione.

I timori più grandi, adesso, sono rappresentati dalle nuove presidenziali americane, che potrebbero determinare sviluppi sulla questione dei dazi voluti dal presidente Donald Trump.

Contributi per cantine: vendi all’estero con OcmVino.it

L’ultima revisione di rendicontazione al bando Ocm Vino e Ocm Vino Paesi Terzi, approvata tra la primavera e l’estate di quest’anno, ha posto l’accento sulla necessità di trovare metodi alternativi per continuare a fare export in sicurezza. A destare la preoccupazione maggiore è il possibile insorgere di nuove emergenze sanitarie, con conseguente alterazione dei mercati, blocchi alla ristorazione e annullamento di fiere ed eventi di settore.

Per questo, nelle nuove misure saranno verosimilmente più incentivate forme innovative di matching con importatori e transazione. Tra queste, i BtoB e le degustazioni online, una maggiore digitalizzazione dei processi di vendita e di promozione sul web.

Il settore del vino è ad un punto di svolta: cavalcare l’onda significa restare sul mercato. Crescere è possibile ma, oggi più che mai, è fondamentale non sbagliare.

Se vuoi vendere i tuoi vini all’estero, fallo con il supporto di chi può garantirti maggiore sicurezza, come OcmVino.it: la prima agenzia in Italia per richiesta e acquisizione di fondi Ocm Vino e Ocm Vino Paesi Terzi.

Siamo collaboratori di cantine vinicole su tutto il territorio italiano e di professionisti operanti nella promozione di vino italiano all’estero.

Scrivici per avere maggiori informazioni su nostri servizi e iscriviti alla newsletter di OcmVino.it per non perdere l’uscita di nuovi bandi e finanziamenti per cantine vinicole.

Non perderti gli aggiornamenti sull'ocm vino

Pin It on Pinterest

Share This