Senza categoria 21 | 09 | 2020

Lo si aspettava dal 2016, anno di approvazione della Legge n.238 del 12 Dicembre, meglio conosciuta come “Testo Unico della Vite e del Vino”. A corollario della stessa, sarebbe dovuto essere approvato in tempi brevi anche un secondo emendamento, indispensabile per definire le caratteristiche di vigneti storici ed eroici, al fine di offrire una forma giuridica chiara e riconosciuta alla loro legittimazione.

Ci ha pensato la ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali di Dario Franceschini e del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, a siglare finalmente il documento che dovrebbe legiferare i termini di questa nuova, importante certificazione.

Sintomo dell’importanza della filiera enoica nell’economia del Bel Paese, il cui export di vini rappresenta oggi un valore di prestigio a livello internazionale. La scelta di potenziare il settore con l’attuazione di questo ulteriore riconoscimento apre le porte a nuove e interessanti prospettive, promuovendo l’importanza della tradizione e della tutela del territorio quali fattori indissolubilmente legati alla produzione di vino.

Gran parte dell’attività di branding costruita dal vino italiano per raccontarsi all’estero, infatti, attinge proprio da questi due valori, direttamente riconducibili alla storia e alla sostenibilità del prodotto made in Italy.

La definizione ufficiale dei parametri di vigneto storico ed eroico, quindi, rappresenta un ulteriore passo avanti per l’intera filiera nazionale. Un settore che, al di là delle preferenze elettorali, sembra ormai essere rientrato tra le priorità della politica locale, pienamente consapevole del suo potenziale.

Differenza tra vigneti storici ed eroici

Il decreto, che avrebbe dovuto vedere la luce già nel gennaio scorso, si è fatto – per così dire – “attendere” un po’. Un ritardo, tutto sommato, giustificato, se si tiene conto degli sconvolgimenti che nel corso di quest’anno hanno interessato la politica nazionale e globale, a causa dell’avvento della pandemia. Con Decreto Ministeriale 6899 del 30 giugno scorso, tuttavia, sono stati definiti i termini che descrivono il riconoscimento di vigneti storici ed eroci nel nostro Paese.

Caratteristiche del vigneto storico

Come suggerisce il testo stesso del Decreto, sono definiti “Storici” i vigneti: “la cui presenza è segnalata in una determinata superficie/particella in data antecedente al 1960. La coltivazione di tali vigneti è caratterizzata dall’impiego di pratiche e tecniche tradizionali legate ad ambienti fisici e climatici locali, che mostrano forti legami con i sistemi sociali ed economici“.

La prima caratteristica necessaria a certificare la storicità di un vigneto è quindi poter dimostrare la sua presenza sull’appezzamento precedentemente al 1960. Ma non solo. È, inoltre, indispensabile che il vigneto storico presenti una delle seguenti caratteristiche:

  • coltivazione attraverso forme di allevamento tradizionali, tipiche del territorio di produzione e altrettanto documentabili;
  • coerenza di sistemazioni idrauliche agrarie considerate tradizionali o di pregio paesaggistico, come terrazzamenti, ciglionamenti, rittochino, cavalcapoggio, girapoggio o spina.

Possono considerarsi vigneti storici anche:

  • i filari presenti in territori censiti dal Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, come nel caso di Lamole nel Chianti;
  • i vigneti presenti in territori considerati di valore universale Unesco, come nel recente caso delle Colline del Prosecco, dichiarate patrimonio Unesco;
  • i vigneti in aree tutelate da normative o piani regionali per la conservazione e la valorizzazione dei territori viticoli tradizionali.

Caratteristiche del vigneto eroico

Possono, invece, dirsi vigneti “eroici” gli allevamenti “ricadenti in aree a rischio di dissesto idrogeologico o situate in aree ove le condizioni orografiche creano impedimenti alla meccanizzazione, o aventi particolare pregio paesaggistico e ambientale, nonché i vigneti situati in piccole isole“.

Questa tipologia di vigneto dovrà possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:

  • pendenza superiore al 30%;
  • altitudine superiore ai 500 metri sul livello del mare (esclusi gli altopiani);
  • presenza di terrazzamenti o gradoni;
  • posizionamento su una piccola isola, con un territorio non più grande di 250 chilometri quadrati;
  • essere presenti in un’area che preveda questo o più sensi dai piani regionali.

Vigneti storici ed eroici: un patrimonio da valorizzare

Tutela e la valorizzazione di vigneti storici ed eroici saranno, molto probabilmente, oggetto di futuri strumenti a sostegno delle imprese agricole, come i fondi strutturali Ocm Vino. Una strategia atta a premiare le pratiche di coltivazione tradizionali, i sesti di impianto, l’inerbimento e il mantenimento delle opere idrauliche agrarie tradizionali, o strutturali, come macerine e muretti a secco.

Il tutto, naturalmente, favorito dalla presenza di cultivar tipiche o certificate, in grado di raccontare la storia del territorio attraverso la loro presenza, opportunamente documentata.

Come richiedere riconoscimento di vigneto storico o eroico

La richiesta di riconoscimento ufficiale di vigneto storico ed eroico (o entrambe) è soggetta ad inoltro di relativa documentazione, completa di tutte le caratteristiche richieste dal decreto.

Le domande per il riconoscimento vanno presentate all’ufficio regionale preposto del territorio in cui ricade il vigneto, che provvederà successivamente ad stabilire la validità della richiesta attraverso un controllo sul campo.

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