Senza categoria 18 | 10 | 2019

Investimenti mirati alla produzione di vino di qualità per la valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze. È questa la sfida decennale lanciata dal Consorzio Vini dell’Alto Adige nel corso dell’ultima edizione del Wine Summit Alto Adige 2019.


L’Alto Adige punta sulla qualità del vino. L’ultima edizione del Wine Summit Alto Adige, dal 5 all’8 Settembre 2019, è stata un’occasione per analizzare dati di settore e lanciare una strategia che, secondo il Consorzio dei Vini del’Alto Adige, sarà in grado di incrementare il valore dell’attuale mercato sia in termini di vendite nazionali che di export.

D’altronde, i presupposti ci sono tutti. La regione è interessata da 5.500 ettari coltivati a vite su 272.000 ettari di superficie agricola complessiva. La presenta di 5.000 viticoltori e ben 218 cantine (12 delle quali in forma cooperativistica) producono ogni anno una media di 330.000 ettolitri di vino.

Vini dell’Alto Adige: scommettere sul futuro con strategie di successo

Nonostante sia una delle più piccole regioni italiane, la produzione di vino in Alto Adige si distingue per l’incredibile varietà di vitigni presenti sul territorio. Circa 20 sono quelli stimati, tra autoctoni e alloctoni. Alla coltivazione contribuiscono altre peculiarità, come la presenza di un terroir composto da 150 varietà di minerali, altitudini viticole dai 200 agli oltre 1.000 metri e un clima influenzato allo stesso tempo dalle correnti marine e da quelle dell’arco alpine.

Date le premesse, e la sempre maggiore produzione di vini di qualità, la scelta della regione è quella di mirare più in alto, guadagnando mercato principalmente all’estero. La strategia alla base di questo successo sarà quella di scommettere sulle varietà locali, con grande riguardo per i prodotti DOC, attualmente già con un tasso di adesione tra i più alti in Italia: 98% delle coltivazioni.

L’idea riportata nel Summit è quella di suddividere il territorio in 86 sottozone (o “langen”) da cui ottenere vini da vitigni del territorio: Gewürztraminer, Pinot Bianco e Nero, Sauvignon, Riesling, Schiava e Lagrein, Merlot e Cabernet Sauvignon, Sylvaner, Grüner Veltliner, Moscato Giallo e Rosa, Müller Thurgau, Kerner, Pinot Grigio e Chardonnay.

Si tratta di varietà presenti nel territorio altoatesino sin dal 1700, a cui nel tempo si sono aggiunte nuove specie più resistenti alle patologie tipiche della vite, come Solaris, Bronner Souvignier Gris o Cabernet Cortis. Queste ultime però non è ancora chiaro se saranno o meno inserite nel progetto di “zonazione”.

Vini dell’Alto Adige: il clima della regione

Secondo Georg Niedriest, portavoce dell’Istituto per l’Ambiente Alpino, l’Alto Adige beneficerebbe di un’eterogeneità pedoclimatica, biologica e di escursione termica particolare. Questa condizione determinerebbe una migliore tutela nei confronti di alti fattore di rischio, come innalzamento delle temperature, siccità, gelate e grandine) in grado di garantire ai vitigni sussistenza e un’ottima resa anche in condizioni non ottimali.

Altri ospiti del summit hanno evidenziato quanto sia possibile investire in altre strategie per migliorare la produzione di vino altoatesino, sia in termini di resa che qualitativi. Lo spostamento dei vitigni in quota, la “zonazione laterale” (che beneficerebbe di correnti favorevoli e delle macro-caratteristiche del territorio), la promozione di un solido indotto atto a sostenere la principale attività di produzione vinicola.

Proprio su quest’ultimo punto si è espresso favorevolmente l’enologo Hans Terzer della Cantina di San Michele Appiano, secondo il quale il territorio dell’Alto Adige, non potendo competere per limiti morfologici con altre regioni italiane, deve necessariamente puntare sulla qualità dei prodotti e sulle peculiarità ricettive. La nutrita presenza di chiese e residenze nobili, la tradizione folklorica locale e la cultura enoica del territorio offrono, infatti, molteplici soluzioni in questo senso.

Enoturismo in Alto Adige: una nuova scommessa per la regione

La presenza di conventi bavaresi e la lunga tradizione austroungarica hanno dotato nei secoli l’Alto Adige di una spontanea vocazione enoturistica. Sviluppare una rete sul binomio arte – enogastronimia tipica è la scommessa sulla quale il Consorzio Vini dell’Alto Adige, istituzioni regionali e imprenditori hanno scelto di puntare.

D’altronde, proprio grazie alle prossime disposizioni in materia di enoturismo, questo settore potrebbe rapidamente divenire una delle realtà trainanti dell’intero settore turistico italiano. Una strategia ampiamente adottata da altri Paesi, che sta rapidamente portando i suoi frutti, come nel caso della Wine Country, in California.

Creare pacchetti emozionali ed esperienziali, implementando l’attuale offerta ricettiva della regione garantirebbe l’apertura di un nuovo canale di business, con ritorni economici molto interessanti.

Willi Stürz, enologo della Cantina di Tramin, precisa però che si tratta di un processo lungo, per il quale occorre pazienza e dedizione, senza mai perdere d’occhio l’obiettivo principale: il vino. Per questo è necessario fare rete e studiare nuovi incentivi per le cantine altoatesine in grado di valorizzare l’offerta e la produzione di vino, che già oggi raggiunge livelli di godibilità senza nulla da invidiare ad altri prodotti del Bel Paese come esteri.

Come nel caso della Schiava dell’Alto Adige, la cui produzione è consentita nella sola provincia autonoma di Bolzano, e che registra da qualche tempo segnali positivi in termini di riconoscibilità del prodotto e domanda.

OCM Vino Alto Adige: contributi per l’apertura di nuovi mercati

Grazie ai fondi OCM Vino è stato possibile incrementare la vendita di etichette altoatesine in Italia e nei Paesi target inclusi nel bando OCM Paesi Terzi.

Finanziamenti che offrono incredibili possibilità in termini di investimento per ammodernamento di tecnologie enoiche, impianto di nuovi vitigni e apertura di nuovi mercati. Se sei interessato all’acquisizione dei fondi OCM Vino contatta gli esperti di OCMvino.it: un team di professionisti in grado di offrirti consulenza nella compilazione della domanda e suggerimenti in merito a partnership ed eventi del settore vino grazie alla collaborazione con le più importanti realtà di settore italiane e internazionali.

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