Senza categoria 25 | 01 | 2021

Come da tradizione (e come è ovvio) era necessario attendere l’arrivo del 2021 per leggere in maniera più precisa i dati relativi alle transazioni export dell’ormai “anno nero” delle economie mondiali.

Dati iniziati ad arrivare già nella metà di gennaio ma che, si presuppone, diverranno via via più completi nei mesi a seguire. Intanto, una prima svolta ci è già stata, con la smentita – perlomeno parziale – del disastro annunciato nei mesi scorsi, ricontestualizzato sulla base delle reali performance del settore. Dalla nuova analisi emerge, per esempio, come il vino italiano, nonostante le fisiologiche perdite, abbia saputo reggere meglio di altri l’urto con l’emergenza sanitaria ancora in corso, addirittura guadagnando punti in percentuali in paesi come la Russia.

Oggi, una nuova interessante lettura dei dati arriva da Coldiretti che, sulla base dei numeri raccolti dall’Istat, evidenzia il buon risultato del segmento export nelle filiere agroalimentari del Bel Paese.

+1,4% in 11 mesi: l’agroalimentare italiano cresce nel mondo

Fino al mese di novembre 2020, la vendita all’estero di prodotti agroalimentari made in Italy ha registrato un incremento complessivo del +1,4%, in netta controtendenza rispetto ad altri segmenti dell’export italiano, scesi invece fino a -10,8%.

Certamente poco rispetto ai successi degli anni passati, ma un ottimo risultato se si tiene conto delle difficoltà legate alla pandemia. Nonostante i diversi lockdown, i consumatori stranieri non hanno fatto mancare in tavola i prodotti tradizionali italiani. Il che dimostra – sostiene Coldiretti la grande capacità di resilienza dimostrata dai professionisti del Bel Paese nel resistere alle difficoltà.

A trainare le fila dei consumi di cibi e bevande made in Italy ci ha pensato la Germania, primo partner commerciale italiano con un punteggio di +5,5%, seguita dagli Stati Uniti, dove, nonostante la questione dei dazi abbia influito negativamente su prodotti significativi come vino, formaggi e salumi, il dato ha comunque registrato un +5,2% complessivo.

Export 2020: dati in crescita, ma non per il vino

Non può dirsi parte del successo il mondo dell’Italian Wine che, purtroppo, registra una leggera flessione del -3,3% a fine anno, rispetto alle performance di due anni fa. Un obiettivo, quello del 2019, praticamente impossibile da bissare, a causa delle ripercussioni sul settore dovute al blocco della ristorazione e al disorientamento generale dettato dalla pandemia.

Nonostante questo, come già sottolineato altre volte, il settore del vino si mantiene stabile rispetto a quello di altri importanti paesi concorrenti come Francia e Spagna, dove le perdite hanno raggiunto percentuali molto più importanti (-10% per i vini francesi all’estero). Una vittoria, in un certo senso, se si considerano le condizioni di mercato e le ben peggiori conseguenze che sarebbero potute verificarsi.

“L’Italia riparta dalle sue eccellenze”

È quanto ha affermato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, sottolineando anche come

il Recovery Plan può e deve rappresentare una occasione da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati esteri”.

Nel frattempo, l’Italia del vino è già tornata ad organizzarsi, attraverso la riapertura online dei matching di settore per la ricerca e selezione degli importatori. Un modo come un altro per tutelarsi da nuovi e possibili annullamenti di fiere e BtoB. Strategia che ha determinato un importante passo avanti verso una maggiore digitalizzazione del comparto, fondamentale per restare competitivi in mercati, come quello asiatico, sempre più legati al commercio online in tutte le sue forme.

Novità anche per finanziamenti e fondi Ocm Vino

La Pandemia ha determinato una nuova presa di coscienza, a livello locale e non, nella fruizione importanza di sostegni e contributi di settore. In particolar modo per il vino dove, oltre ai fondi e alle rendicontazioni straordinarie approvate da Bruxelles nei mesi scorsi, una importante svolta è stata proprio l’inclusione di nuove strategie online tra le attività finanziabili dalla misura Ocm Vino Paesi Terzi 2021.

Un passo avanti verso il futuro di un settore che rappresenta la prima economia del comportato agroalimentare italiano.

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OcmVino.it è la prima agenzia in Italia per ricerca e acquisizione di fondi per la promozione di vini italiani all’estero. Siamo partner di cantine vinicole in tutta Italia, per accompagnarle alla scoperta di nuovi percorsi per aprire nuovi mercati all’estero con relativi sostegni finanziari.

Il Covid ha incrementato la competitività di settore, rendendo fondamentale la richiesta di risorse per restare sul mercato in modo equilibrato. Lo stanziamento dei fondi per il 2021 previsti dalla misura Ocm Vino Paesi Terzi ha ampiamente dimostrato come il settore del vino si trovi oggi ad un punto di svolta, e quanto l’Italia e l’Europa siano coscienti della sua importanza e del suo potenziale.

Non rinunciare a questa opportunità: scrivici per avere maggiori informazioni sulla presenza di fondi Ocm Vino per la tua azienda e iscriviti alla newsletter di OcmVino.it per non perdere aggiornamenti di settore.

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